Negli ultimi anni i Bandierai degli Uffizi stanno vivendo un momento straordinario, portando la tradizione fiorentina in alcuni dei contesti più prestigiosi a livello internazionale: dalla Cathay International Chinese New Year Night Parade al Kai Tak Sports Park, fino al Six Nations Championship allo Stadio Olimpico di Roma.
Un percorso fatto di impegno, crescita e grandi emozioni.

Un percorso costruito nel tempo
“Da qualche anno all’interno del nostro gruppo abbiamo delle persone che si occupano della promozione dei Bandierai degli Uffizi nel mondo; questo lavoro sta portando grandissimi frutti e ci sta permettendo di partecipare a manifestazioni di grande rilievo in ambito internazionale.”
Nel caso della parata di Hong Kong, la partecipazione è arrivata attraverso una selezione ufficiale:
“Ogni anno l’ente nazionale del turismo fa un bando dove i gruppi internazionali possono presentare la propria candidatura per partecipare alla parata e, quest’anno, abbiamo avuto l’onore di essere selezionati.”
L’orgoglio di rappresentare Firenze
“Per noi è un grandissimo onore e allo stesso tempo una grande responsabilità rappresentare la nostra città a giro per il mondo in questo tipo di contesti. Vivere esperienze di questo genere ripaga i sacrifici che ogni membro del gruppo fa durante l’anno.”
L’emozione del pubblico internazionale
Tra i ricordi più intensi, quello del pubblico di Hong Kong:
“Sicuramente il calore del pubblico di Hong Kong. Vedere, durante la parata, migliaia di persone che cercano di incrociare il tuo sguardo solo per ricevere un saluto o un sorriso è una emozione indescrivibile.”
Un aspetto che li ha colpiti particolarmente è stato il coinvolgimento trasversale:
“La cosa impressionante del pubblico asiatico è che, a differenza degli occidentali, dove magari sono maggiormente i bambini a cercare un tuo sguardo o un saluto, questa cosa accade per tutte le fasce di età.”
Hong Kong: tra tradizione e organizzazione impeccabile
La magia della parata
“È stato un mix di emozioni difficile da spiegare. La parata del capodanno cinese è l’evento dell’anno per la popolazione locale e durante la parata si percepisce. Vivere un evento del genere non da turista ma da protagonista ti fa capire realmente come viene vissuto dalla popolazione.”
Un momento indimenticabile:
“L’emozione prima di entrare nel palco principale sapendo che per i successivi due minuti saresti stato nella diretta tv più seguita di tutta l’Asia è qualcosa difficile da spiegare.”
L’esperienza al Kai Tak Sports Park
Nei giorni successivi alla parata, il gruppo si è esibito al Kai Tak insieme ad altri artisti internazionali:
“Ogni gruppo aveva a disposizione circa mezz’ora tra esibizione, sessione di foto e saluto al pubblico. In quei due giorni abbiamo potuto dare sfoggio delle nostre capacità mostrando al popolo di Hong Kong quello che sappiamo fare.”
L’organizzazione è stata un elemento chiave:
“L’organizzazione da parte dell’ente del turismo di Hong Kong era a dir poco impeccabile e il Kai Tak è un centro sportivo incredibilmente moderno ed efficiente. Ogni cosa, dagli spostamenti ai luoghi dove cambiarsi ed esibirci, era tutto organizzato nei minimi dettagli.”
La dimensione globale dell’evento
La portata internazionale si è percepita chiaramente:
“Erano presenti 16 gruppi internazionali provenienti da 4 continenti diversi.”
Ma anche attraverso momenti istituzionali importanti:
“Siamo stati ricevuti dal presidente dell’ente nazionale del turismo di Hong Kong e accompagnati dal Console Italiano. Durante la nostra esibizione è venuto inoltre a trovarci l’ambasciatore italiano a Pechino.”
Un riconoscimento significativo:
“Le bellissime parole su quanto sia importante quello che facciamo per portare avanti le tradizioni della nostra città resteranno per sempre un ricordo indelebile.”
Roma: l’energia del rugby
Allo Stadio Olimpico, in occasione del Six Nations, l’esperienza è stata altrettanto intensa:
“Per la prima volta ci siamo esibiti in notturna e lo Stadio Olimpico praticamente tutto esaurito è letteralmente incredibile.”
Il pubblico del rugby si è rivelato speciale:
“La bellezza di questo sport è anche nel fatto che le tifoserie assistono insieme all’incontro in modo gioioso e festoso. Siamo stati molto applauditi sia dai tifosi inglesi che dagli italiani.”
Un episodio in particolare racconta l’atmosfera:
“Un gruppo di tifosi ci ha riconosciuto e si è alzato in piedi iniziando a urlare ‘Viva i Bandierai degli Uffizi, Viva Fiorenza’. Quello ci ha dato una carica incredibile e ci ha fatto sentire a casa.”
Crescita, organizzazione e futuro
Le esperienze internazionali hanno cambiato profondamente anche il lavoro del gruppo:
“Ora capita molto spesso di dover preparare coreografie apposite per l’evento in base a tempi e spazi. Molto spesso ci sono dirette tv e dobbiamo cercare di non lasciare niente al caso.”
Dietro ogni partecipazione c’è un grande lavoro:
“Spesso per organizzare una manifestazione del genere il lavoro inizia 5-6 mesi prima.”
Cosa resta di questo viaggio
“A livello umano ognuno di noi porterà il ricordo di un luogo fantastico, con un incredibile mix tra moderno e antico e di una popolazione estremamente gentile ed educata.”
E dal punto di vista professionale:
“Cercheremo di imparare qualcosa a livello organizzativo: non avevamo mai partecipato a una manifestazione dove niente è lasciato al caso.”
Uno sguardo al futuro
“Fare più di quello che stiamo facendo negli ultimi anni è oggettivamente impossibile… l’obiettivo è riuscire a mantenere questi standard.”
E poi il sogno:
“Dopo aver partecipato all’inaugurazione dei campionati di calcio, il sogno potrebbe essere quello di partecipare alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi.”



















