CSEN Firenze incontra gli organizzatori di Calenzano in Gioco
C’è qualcosa di speciale che accade quando il gioco smette di essere solo intrattenimento e diventa un linguaggio condiviso, capace di unire persone, storie e sensibilità diverse. È da questa visione che nasce Calenzano in Gioco, un evento che rappresenta molto più di una semplice fiera ludica.
CSEN Firenze ha incontrato alcuni dei protagonisti che stanno dando vita a questo progetto, per raccontarne lo spirito, le sfide e gli obiettivi.
“Un punto di incontro tra mondi diversi”
Tra le figure centrali troviamo Lorenzo, presidente dell’associazione Save the Meeple e grande appassionato di giochi da tavolo.
«Credo profondamente che un evento del genere sia importante perché rappresenta un grande momento di incontro e di connessione tra mondi diversi» racconta. «È un punto di contatto naturale tra associazioni ludiche, appassionati di lunga data, curiosi e neofiti, ma anche tra negozianti e realtà del territorio.»
Un’idea chiara: creare uno spazio dove esperienze, competenze e sensibilità possano convivere, unite da un elemento semplice ma potentissimo — la voglia di giocare e stare insieme.
Non a caso, Calenzano in Gioco si fonda su valori ben precisi: superamento delle differenze, accessibilità e coesione sociale.
La sfida di guardare oltre i propri schemi
Accanto al mondo ludico, il progetto si arricchisce anche di competenze provenienti da altri ambiti. È il caso di Simone, organizzatore di eventi con esperienza nel settore dei matrimoni, che ha deciso di mettersi in gioco in un contesto completamente nuovo.
«L’idea di confrontarmi con una fiera ludica mi ha coinvolto anche a livello personale. Era una sfida, certo, ma anche un’occasione per uscire dai miei schemi abituali e guardare il mio lavoro da una prospettiva diversa.»
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’evento: la capacità di diventare uno spazio in cui mettersi alla prova, sperimentare e crescere, anche professionalmente.
Il gioco come condivisione autentica
Un altro volto del progetto è Ambra, grafica e giocatrice appassionata, nonché parte attiva del mondo CSEN Firenze, vive il gioco prima di tutto come relazione.
«Quando sono stata coinvolta nell’organizzazione è stato naturale dire di sì. Vivo il gioco ogni giorno, ed è qualcosa che nasce dal piacere di condividere.»
Ambra incarna perfettamente l’anima di Calenzano in Gioco: socialità, condivisione e divertimento. Un approccio autentico, che mette al centro le persone prima ancora delle attività.
Un progetto che nasce dall’educazione
Alla base di tutto c’è l’idea di Antonietta, dell’ATC Calenzano, che ha portato nel progetto la sua esperienza nel mondo dell’infanzia e della ludodidattica.
Un approccio educativo che utilizza il gioco come strumento per facilitare l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale.
Oggi sappiamo infatti che il gioco non è solo svago: favorisce il pensiero critico, il problem solving, lo sviluppo dell’empatia e la gestione delle emozioni. Viene inoltre utilizzato anche come supporto in contesti di neurodivergenza, come nello spettro autistico e nell’ADHD.
Gioco, inclusione e comunità
I giochi da tavolo e di ruolo diventano così molto più di un passatempo: sono strumenti di relazione, cooperazione e crescita. Creano occasioni di incontro, promuovono il lavoro di squadra e contribuiscono a costruire comunità più inclusive e coese.
È proprio questo l’obiettivo di Calenzano in Gioco: trasformare queste premesse in un’esperienza concreta, aperta a tutti, capace di lasciare un segno nel territorio.
Uno sguardo al futuro
Per CSEN Firenze, iniziative come questa rappresentano un esempio virtuoso di come il mondo ludico possa diventare un vero e proprio motore culturale e sociale.
Calenzano in Gioco non è solo un evento: è un progetto che parla di persone, di relazioni e di nuove possibilità. E soprattutto, dimostra che il gioco — quello autentico — può essere uno strumento potente per costruire comunità.
Vi aspettiamo numerosi l’11 e il 12 aprile!
